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nuova conferenza di architettura con Paolo Rava
In mostra cavejastudio di Forlì

L’essenza del recupero urbano e architettonico
nuova conferenza di architettura con Paolo Rava
In mostra cavejastudio di Forlì

Scritto da Reclam | Notizie | 19 mag, 2014| Nessun commento »

cartiera05Nuovo appuntamento con la serie di conferenze promosse e organizzate dal Gruppo Ravimm e dalla rivista dell’abitare Trovacasa Premium, con il patrocinio del Comune di Ravenna e Ravenna 2019 e curate dall’architetto Emilio Rambelli di Nuovostudio. Giovedì 22 maggio nelle Cantine di Palazzo Rava cavejastudio di Forlì presenterà in mostra i propri progetti. A seguire, Paolo Rava (assessore all’Urbanistica del Comune di Forlì) parlerà dell’essenza del recupero urbano e architettonico.

 

Dopo il successo del ciclo di incontri del 2013, tornano le conferenze su “Il ruolo dell’architettura contemporanea” nelle Cantine di Palazzo Rava a Ravenna. Nel 2014 la serie di incontri si arricchisce di nuovi protagonisti della progettazione a livello locale e nazionale e raddoppia le occasioni di esplorare i temi della nuova architettura, dell’urbanistica e dell’abitare, in una sorta di confronto/scambio generazionale. In ognuna delle otto conferenze in programma quest’anno, giovani ma già valenti professionisti esporranno in mostra e illustreranno al pubblico i loro progetti, dalle ore 20. A seguire è previsto l’intervento di un architetto senior (impegnato in campo privato o pubblico) che racconterà la sua esperienza professionale, le sue realizzazioni e potrà commentare il lavoro dei più giovani.

Per il quarto incontro in calendario, giovedì 22 maggio, nelle Cantine di Palazzo Rava (via di Roma 117, a Ravenna), alle 20 cavejastudio di Forlì esporrà i propri progetti, mentre Paolo Rava (assessore all’Urbanistica del Comune di Forlì) alle 21 parlerà dell’essenza del recupero urbano e architettonico.

 

Paolo Rava è nato nel 1956; vive e lavora prevalentemente a Faenza. Ha compiuto gli studi alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, laureandosi con Adolfo Natalini. Dal 1989 compie studi e ricerche sulla teoria e sulla pratica nel campo della bioecologia in Architettura seguendo corsi al Politecnico di Milano e al corso Anab Ibn (Institut Fur Baubiologie + Oekologie) sviluppando esperienze sulla Architettura naturale sostenibile e bioclimatica. Dal 1994 al 1997 ha svolto attività di assistente universitario per il prof. Massimo Carmassi alla Facoltà di Architettura di Ferrara. Dal 1980 al 1995 lavora in forma associata nell’A + 4 S T U D I O e dal 1995 come progettista in proprio. Lo studio sviluppa le varie scale di progettazione architettonica, fino al controllo delle fasi esecutive. Contemporaneamente e in relazione a questi progetti ha attivato una attività di ricerca e ha partecipato con esito positivo a vari concorsi. Ha insegnato come esperto di tecniche bioclimatiche e sostenibili svolgendo attività di tutor a corsi e laboratori di progettazione in Italia. Delegato Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica), organizza seminari e convegni sul tema della sostenibilità, sul ruolo delle variabili di efficienza nei costi energetico-ambientali strategiche nella fase progettuale del processo edilizio.

 

caveja_EUROPANcavejastudio nasce a Forlì dai due architetti Alessandro Pretolani e Filippo Pambianco. «Da umile strumento di lavoro contadino – si legge nella presentazione a firma dei due architetti –, la caveja è diventata nel tempo il simbolo della Romagna. Utilizzata principalmente per segnalare acusticamente l’arrivo del carro dei buoi doveva inoltre rappresentare, in base alla proprie fattezze e decorazioni, lo status del proprietario. Con i secoli quest’oggetto assunse innumerevoli virtù propiziatorie come proteggere i campi dalle intemperie, prevedere il sesso dei nascituri, scongiurare presenze maligne, guarire dalle malattie. La caveja è il simbolo più eloquente della Romagna e dell’attaccamento che quest’ultima riserva alla terra e alle tradizioni. Vivere il proprio territorio investendo in esso impegno e creatività è la scelta che sta alla base della filosofia di cavejastudio. L’intenzione è dunque di valorizzare la tradizione, mantenendo però una prospettiva aperta verso l’Europa e il mondo. Punto di partenza del nostro lavoro è la consapevolezza che solo dall’attenta conoscenza della situazione locale si possa arrivare a risposte di carattere generale».

Alessandro Pretolani (1981) studia Architettura presso l’Università di Bologna dove si laurea nel 2006. Negli anni successivi è assegnista di ricerca presso la Facoltà di Architettura di Cesena e nel 2009 si iscrive al Dottorato di Ricerca in Composizione Architettonica presso l’Università di Bologna, discutendo nel 2013 una tesi sulla figura di Aldo Rossi.

Filippo Pambianco (1980) durante gli studi ottiene una borsa Leonardo presso lo studio Spagnolo dell’Architetto Guillermo Vazquez Consuegra. Nel 2006 si laurea presso l’Università di Bologna con Tomaso Trombetti e Guillermo Vazquez Consuegra, per il quale lavora dal 2007 al 2011 prendendo parte a numerosi concorsi internazionali di Architettura. Svolge attualmente il ruolo di assistente al laboratorio di progettazione III presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna. In mostra Pretolani e Pambianco presenteranno i loro progetti: 2012 Umbria Gallery; 2013 Europan 12 Svizzera; 2014 Centro socioculturale sui resti del mercato di Reinosa (Spagna).

 

Nella serata sarà presentato il nuovo numero della rivista Trovacasa Premium, che dedica ampi servizi di presentazione e di documentazione sui protagonisti delle conferenze.

All’incontro, seguirà un momento conviviale con i vini della Cantina Braschi di Mercato Saraceno.

La serie di conferenze è resa possibile grazie al fondamentale sostegno del gruppo bancario Banca Mediolanum e delle aziende Artigiana Legno, Edilpiù, Tavar, Kartell e Nadep-Ovest.

Gli appuntamenti proseguiranno poi giovedì 19 giugno, sempre dalle 20 alle Cantine di Palazzo Rava, con l’architetto Davide Cristofani (Faenza) e i giovani architetti Lazzarini e Pinoni (Faenza).

 

(nelle foto, dall’alto: l’ex Centrale idroelettrica di Brisighella, restaurata da Paolo Rava; il Centro socioculturale di Reinosa, progetto di cavejastudio)

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